La vegetazione
Prevalgono impianti artificiali di conifere realizzati in gran parte negli ultimi 25-30 anni su ex aree marginali, prevalentemente impiegando pino nero e pino silvestre, subordinatamente abete bianco, abete rosso e douglasia. Ben rappresentati i soprassuoli a prevalenza di faggio sia come fustaie transitorie originate da avviamenti praticati nell'ultimo decennio che come cedui invecchiati. Al faggio si consociano in piccola percentuale altre latifoglie decidue quali il carpino nero, il cerro (esposizioni Sud) e raramente la roverella (nelle aree più soleggiate e asciutte).
Alle quote inferiori sono ben rappresentati i cedui misti di latifoglie, a prevalenza di roverella e carpino nero, cui si consociano altre latifoglie quali l'orniello, castagno (nei lembi a terreno più profondo), faggio, acero campestre e riccio.
Gran parte di questi soprassuoli risultano interessati da coniferamenti prevalentemente con pino nero. In taluni casi la percentuale delle conifere è tale da originare formazioni miste di conifere e latifoglie.
Interesse storico-paesaggistico rivestono i piccoli lembi di castagneto da frutto presenti, tuttora in produzione ed in buone condizioni vegetative.
Idrografia
Il territorio della foresta ricade nel bacino del fiume Sieve, sottobacino idrografico del torrente Godenzo.
La rete idrografica è caratterizzata da una serie di fossi abbastanza ricchi di acque anche nel periodo di magra, che si originano nella porzione culminale e, decorrendo pressoché paralleli, vanno poi a confluire nel torrente Godenzo.
Morfologia
I processi erosivi hanno portato all'incisione dei rilievi, con la formazione di valli profonde e incise, con acclività dei versanti piuttosto elevata, spesso superiore al 50% e con impluvi notevolmente incisi ed incassati con tratti di sponda quasi in verticale. L'orografia piuttosto movimentata caratterizza un territorio tendenzialmente accidentato con versanti ripidi e pendenze rilevanti.